Al seminario estivo di Fondazione Symbola del 7 luglio Nando Pagnoncelli ha presentato Be-Italy, un’indagine di Ipsos sull’attrattività dell’Italia.

Per approfondire: classifiche internazionali sull’attrattività dell’talia

Fra i risultati più interessanti che ha menzionato c’è il fatto che gli italiani hanno una percezione dell’Italia peggiore di quella degli stranieri.

Ciò è confermato dall’ultima edizione del Country RepTrack, un’indagine sulla reputazione dei 55 Paesi con il PIL più alto al mondo, pubblicata recentemente da ReputationInstitute.

gli italiani hanno una percezione dell'italia peggiore degli stranieri

Secondo il direttore Fabio Ventoruzzo, intervistato da La Repubblica, “esiste una sensibile differenza, di circa 10 punti, tra ciò che gli italiani pensano del loro Paese e quello che pensano gli stranieri. Più pessimisti di noi sono solo Sud Africa e Brasile”.

Questa tendenza è particolarmente forte a partire dal 2010, come testimonia sempre su Repubblica un articolo del 2013 di Rosaria Amato intitolato “L’Italia ha una cattiva reputazione, soprattutto tra gli italiani”.

Leggendo questi dati non si può fare a meno di pensare al disfattismo all’italiana, caratteristica peculiare del nostro Paese.

Ne ha parlato Claudio Magris nel 2015 con un articolo intitolato “Che noia il disfattismo all’italiana”, ripreso da Annamaria Testa con una riflessione per Internazionale sui vantaggi dell’autolesionismo che ci spiega perché è tanto difficile da combattere.

Ne scriveva poco tempo fa anche la Sueddeutsche Zeitung in un reportage sull’immagine di Milano, affermando che lì “della maledizione dell’autolesionismo italiano non si percepisce nulla”.

Si potrebbero fare tante altre citazioni sul disfattismo all’italiana. Questi sono solo alcuni esempi fra i molti articoli, ricerche, saggi, indagini statistiche e classifiche che stiamo raccogliendo con il progetto Nation Brand Italia.

Tuttavia gli esempi non bastano: sono necessarie attività concrete e prolungate nel tempo.

Nation Brand Italia ha alcune idee.

E voi? Cosa bisognerebbe fare secondo voi per combattere l’autolesionismo all’italiana?

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