Non è una novità: l’Italia è forte negli indicatori deboli e debole negli indicatori forti che definiscono i brand nazionali.
Eccelle in cultura, arte, cibo, moda, design, stile di vita… ma non è ai primi posti delle classifiche internazionali per capacità di governo, affidabilità delle imprese, innovazione, competitività…

Sappiamo che i risultati di queste classifiche dipendono sia da dati reali che da stereotipi e che le metodologie possono essere criticate da vari punti di vista.

Tuttavia queste classifiche sono potenti nel confermare la reputazione dell’Italia, anche quando sono “indici di ignoranza”, come Simon Anholt ha definito il suo Nation Brand Index.

Questa settimana l’immagine proposta dai giornali stranieri sull’Italia riesce a distanziarsi un po’ dalle solite e prova a contrastare gli stereotipi che anche gli italiani hanno verso la città protagonista del momento: Milano.

I giornali stranieri sull’Italia: la rinascita di Milano

Italia e Milano sui giornali stranieri
Dall’articolo “Le nouvel âge d’or de Milan”

Già settimana scorsa avevamo letto di un’Italia che “regna sovrana sul mondo del design” secondo i francesi.
Questa volta continuano gli articoli dedicati al Salone del mobile e in particolare alla città che lo ospita. Se settimana scorsa si parlava della rinascita di Palermo, ora è il momento della rinascita di Milano.

I noti stereotipi sono ricordati – austera, severa, un po’ noiosa, nebbiosa, una brutale giungla di cemento, incapace di liberarsi del marchio di “città brutta” datogli dall’architetto Muzio nel 1921 – ma solo per ribaltarli e attribuirli, almeno in parte, alle “contese campanilistiche per cui gli italiani vanno matti”.

L’impressione da oltre confine, in particolare dalla Francia di Le Monde (ma New York Times e Die Zeit concordano), è un’altra.

Sull’onda di uno spettacolare rinnovamento urbano stimolato dall’esposizione universale del 2015, l’austera seconda città d’Italia si è trasformata, in 10 anni, in una città di straordinaria modernità. […] Agli occhi di tutti è diventata veramente sexy. […]
Dimostra ogni giorno il suo dinamismo economico, incarna un’isola di ragione e moderazione in un’Italia attraversata dalle passioni politiche e attira a sé la maggior parte de giovani talenti del Paese. […]
La seconda città d’Italia, i cui successi sono spesso stati ammirati – e ancora più spesso hanno suscitato invidia – ha saputo evolversi poco a poco fino a creare nel Paese qualcosa di nuovo.

Le ultime 2 frasi ci aiutano a capire da cosa deriva l’immagine tanto positiva di Milano. Sicuramente dai suoi propri meriti, ma anche dal confronto con un Paese considerato immobile, incapace di cambiare, e con una capitale “governata come un villaggio di provincia, in modo quasi comicamente amatoriale“, come leggevamo qualche settimana fa sulla stampa tedesca.

I giornali stranieri sull’Italia: dati positivi dall’artigianato ,negativi dall’economia in generale

Qualche segno di cambiamento sembra arrivare anche dal mondo dell’artigianato di qualità, a cui i giovani italiani guardano con un rinnovato interesse secondo The Guardian.
Gli italiani stanno riscoprendo il loro spirito imprenditoriale nelle piccole e medie imprese, in quella che è stata la colonna vertebrale dell’economia italiana dopo la guerra. Nell’artigianato le assunzioni sono aumentate del 2,3% nel 2016.

Tuttavia, come avevamo già visto settimana scorsa, anche gli articoli tendenzialmente positivi dei giornali stranieri sull’Italia tendono spesso a presentare un’immagine del Paese non proprio incoraggiante.

Non solo si sottolinea che l’interesse dei giovani per l’artigianato è dato anche dalla disoccupazione che è raddoppiata negli ultimi 10 anni in uno dei Paesi d’Europa con “l’economia più lenta”. Si racconta anche di un artigiano calzaturiero ora di successo, Federico Badia, che per anni ha cercato invano un maestro e quando l’ha trovato ha lavorato gratis per lui per 2 anni.
Non esattamente l’immagine di un Paese che investe sui giovani e riconosce il loro lavoro.

Clarín, dall’Argentina, racconta dell’iniziativa di un’azienda vicentina di dare un bonus ai dipendenti che diventano genitori.
Riporta le parole del titolare, Roberto Brazzale, che tiene a sottolineare di essere riuscito a fare tutto ciò che non fanno i sindacati e il governo.

L’esperienza citata da The Guardian mostra però dei cittadini, in questo caso gli artigiani incontrati da Badia, che non sono tanto migliori di chi li governa: non hanno accettato nemmeno l’offerta di lavorare gratis pur di imparare.

I giornali stranieri sull’Italia: crisi economica e instabilità politica

La crisi economica e l’instabilità politica pericolosa per il futuro dell’Europa, come leggiamo tutte le settimane, tornano tornano ancora una volta a definire l’immagine dei giornali stranieri sull’Italia.

Il Financial Times parla del settore manifatturiero italiano, che ha registrato il miglior risultato degli ultimi 6 anni.
Aggiunge però che ciò non è bastato a non far crescere i rendimenti dei titoli di stato a causa del rischio politico in Italia.

Il tema è ripreso da The Guardian, che ripete ciò che leggiamo ogni settimana sulla stampa straniera: il timore per una vittoria alle prossime elezioni del Movimento 5 stelle, che potrebbe “distruggere l’Unione europea e causare massicci danni collaterali al resto del mondo”.
L’uscita dall’euro paventata da Grillo sarebbe un evento caotico per l’economia globale, ma metterebbe anche l’Italia di fronte a un futuro ignoto.

Preoccupante per l’Italia, secondo gli spagnoli di
El País
, è anche “il ritorno segreto di Berlusconi”.
“Ossessionato dalla data della sentenza” del suo ricorso al tribunale di Strasburgo, Berlusconi si prepara a tornare in campo come difensore dell’europeismo minacciato dal populismo nell’Europa meridionale.

Il caso di Berlusconi, un politico di 80 anni, inabilitato dalla giustizia e con seri problemi di cuore, è un sintomo evidente del decadimento della politica italiana.

I giornali citati:
Milano: Le Monde, New York Times, Die Zeit
Artigianato – economia: Guardian, Clarin
Instabilità politica: Financial Times, Guardian, El País

Vuoi saperne di più? Leggi anche

Questo articolo può interessare a un tuo amico/collega? Condividilo