Un Paese più instabile che mai, sempre più anello debole dell’Europa e inguaribilmente maschilista

Nell’ultima settimana si sono susseguite le ipotesi di governo di servizio e governo politico Lega – Movimento 5 Stelle. Quale immagine dell’Italia ha prodotto tutto questo sulla stampa estera?

Un’instabilità politica senza precedenti

Chi segue le analisi di Nation Brand Italia sa che l’instabilità politica è uno dei cardini della reputazione internazionale dell’Italia. Ora però i giornalisti stranieri notano che la tradizionale instabilità politica dell’Italia del passato era niente rispetto a quella di adesso.

Nella tanto criticata Prima Repubblica […] il mondo rideva della cronica instabilità dell’Italia, ma il caos era solo un’impressione.
Il sistema era stabile. Viveva della cultura politica dei suoi attori, che erano maestri del fattibile. I vecchi partiti sapevano di essere singolarmente insufficienti in un Parlamento fortemente frammentato, si corteggiavano a vicenda, facevano compromessi.
I nuovi attori si urlano solo contro, minacciano la ribellione dei loro elettori a ogni difficoltà e ora ignorano addirittura il Colle.

Con questa analisi della tedesca Sueddeutsche Zeitung concorda in buona parte la BBC. Dal 1946 la politica italiana era sempre stata prevedibile e fondata sul compromesso – voto, nessuna maggioranza, negoziati, governo di coalizione – ma il sistema si è bloccato con le ultime elezioni.

È interessante notare che di solito il numero dei governi repubblicani italiani è sempre indicato come il simbolo dell’instabilità politica del Paese. La BBC invece cita solo il numero delle elezioni avvenute nel dopoguerra – lo stesso in Italia e nel Regno Unito – per sottolineare come il vecchio sistema fosse, a modo suo, stabile. Una sorta di nostalgia per un passato dell’Italia che all’estero era sempre stato criticato.

I motivo di questa nostalgia sono probabilmente il cambiamento di ruolo dell’Italia in Europa e la fine del rispetto istituzionale che tutti i politici italiani, prima di Di Maio e Salvini, avevano portato al Presidente della Repubblica.

La politica estera dell’Italia diventa inaffidabile

Praticamente tutta la stampa analizzata – di diversi Paesi e diversi orientamenti politici – insiste sul fatto che un esecutivo Cinque Stelle – Lega sarebbe il primo governo anti europeista e anti sistema di un Paese dell’Europa occidentale, per di più fondatore delle Comunità europea. A Roma furono firmati i trattati istitutivi nel 1957.

Perciò un governo italiano contrario all’integrazione europea è considerato molto negativamente anche per il suo valore simbolico, oltre che per i rischi concreti che comporta. La stampa estera è concorde sulle preoccupazioni di Bruxelles, dei Paesi alleati e dei mercati per le promesse elettorali dei due partiti, che non sono economicamente sostenibili con il debito pubblico che l’Italia si ritrova, e per le loro posizioni filo-russe.

Tuttavia molti giornalisti sottolineano anche che Cinque Stelle e Lega continuano a contraddirsi sulle loro intenzioni riguardo l’Unione europea, l’Euro e la Nato. Perciò, come scriveva la stampa estera dopo le elezioni a marzo, è probabile che molte delle promesse elettorali non saranno mantenute.

Ciò da un lato è positivo, perché potrebbero non realizzarsi alcune delle paure maggiori degli osservatori internazionali. Dall’altro però fa crescere ancora di più la reputazione internazionale dell’Italia come Paese instabile e inaffidabile, perchè governato da politici che continuano a cambiare idea sui temi fondamentali di politica estera.

A questo proposito è interessante anche un articolo del Telegraph, da più parti citato come eccezione rispetto al fronte della stampa estera molto contrario alle proposte di Cinque Stelle e Lega. L’articolo propone in effetti un’immagine migliore di altre dei due partiti, ma non certo dell’Italia.
L’Italia è presentata come un Paese che è in condizioni così disperate da non aver più nulla da perdere. Perciò secondo l’autore può permettersi esperimenti pericolosi, che consentiranno agli altri Paesi di vedere come funzionano le idee più radicali senza correre il rischio di fare danni in casa propria.
Ad esempio, sul reddito di cittadinanza l’autore scrive

In effetti sembra una proposta terribile, soprattutto perché spezzerà il legame fra lavoro e compenso che è fondamentale per il successo di un’economia.
Ma chi lo sa? Se un Paese ci prova, almeno avremo imparato qualcosa.

Non c’è più rispetto per le istituzioni

El Paìs definisce un gesto di “villania istituzionale” la decisione di Salvini e Di Maio di decidere una data per le ipotetiche prossime elezioni, decisione che può prendere solo il Presidente della Repubblica, che lo stesso giornale definisce “l’ultima frontiera istituzionale dell’Italia”. Aggiunge inoltre che Mattarella ha dovuto subire “velate accuse” da parte di questi politici.

La Sueddeutsche Zeitung concorda sull’eccezionalità della situazione: non era mai successo prima che i partiti non portassero rispetto nemmeno al Presidente della Repubblica e questo è un segno della situazione drammatica della politica italiana.

Continua a non esserci spazio per le donne in Italia

Nei commenti sull’ipotesi di governo neutrale o di servizio scelto dal presidente è interessante notare l’attenzione della stampa estera, soprattutto di lingua inglese, alla discriminazione di genere. Anche questo è un tema che i lettori della rassegna di Nation Brand Italia ritrovano spesso: il maschilismo e l’arretratezza sulle questioni di genere sono fra i temi che più definiscono l’immagine dell’Italia sulla stampa estera.

La spagnola ABC sottolinea che un governo neutrale, al contrario del possibile governo politico, sarebbe stato europeista e avrebbe avuto una sufficiente rappresentanza femminile e competenze economiche.

Il Guardian, citando il Prof. Panarari della Luiss, scrive che nominare una donna presidente del Consiglio sarebbe un’occasione per sfruttare un momento eccezionale della storia politica italiana per allargare la rappresentanza e superare vecchie convenzioni sociali.

Newsweek, invece, interpreta l’ipotesi diversamente, citando i commenti negativi e sarcastici di Stefania Aloia su La Repubblica, Orsola Riva su Il Corriere e Simone Cosimi su Wired. In una situazione politica drammatica come quella attuale, un incarico a una donna sarebbe fatto passare come un evento storico, ma sarebbe invece più probabilmente “un calice avvelenato”.

Gli articoli analizzati
Spagna: 1, 2, 3, 4, 5, 6
Germania: 1, 2, 3, 4, 5
Francia: 1, 2, 3, 4
Inghilterra: 1, 2, 3, 4, 5, 6
Stati Uniti: 1, 2, 3, 4

Vuoi saperne di più? Leggi anche

Questo articolo può interessare a un tuo amico/collega? Condividilo