Riuscirà l’Italia a essere un Paese per ricchi nonostante la giustizia inefficiente, l’economia debole e il pericolo che costituisce per l’area euro?

investimenti esteri in Italia: citazione dalla stampa estera
Dall’articolo “Ça se passe en Europe : en Italie, le gouvernement veut une loi pour protéger ses entreprises”

L’immagine dell’Italia all’estero: il terzo Paese più desiderato dai nuovi ricchi

Il quotidiano spagnolo ABC affronta il tema della flat tax, il regime fiscale di favore con cui il governo italiano vorrebbe attrarre i superricchi. Si chiede

L’Italia sarà capace di essere un magnete per attrarre la ricchezza dei milionari?

La risposta, secondo l’immobiliarista Giancarlo Bracco intervistato dal giornale, potrebbe arrivare da uno studio condotto a Hong Kong.
In Asia, America latina, Russia e Europa orientale ci sarebbero milioni di nuovi ricchi che vogliono trasferire le loro famiglie “in Occidente”, perché la qualità della vita nei loro Paesi non raggiungerà quella “occidentale” per i prossimi 30 anni.
L’Italia sarebbe il terzo Paese europeo fra le mete ideali di questi nuovi ricchi. Inoltre ha già una tradizione di ricchi americani e inglesi innamorati del Belpaese.

Non tutti però apprezzano l’idea di trattamenti fiscali di favore ai ricchi stranieri. Secondo il giornale infatti

l’Italia si divide fra quelli che pongono limiti al “welcome to Italy” e quelli che, evocando una citazione biblica, affermano “lasciate che i ricchi vengano a me”.

L’inefficienza della giustizia danneggia l’immagine dell’Italia all’estero

La stampa straniera aveva già parlato dei tentativi dell’Italia di aumentare la sua attrattività per gli investitori stranieri, soprattutto in prospettiva della Brexit. Chi pensava che le speranze italiane fossero scarse aveva citato il sistema giudiziario fra i principali difetti del Paese.

L’inefficienza della giustizia è tornata al centro dell’attenzione della stampa straniera sull’Italia con il passaggio in Senato della riforma della prescrizione. Ancora una volta, in questo caso dal New York Times, sono messi in evidenza i primati negativi dell’Italia.

Unico caso fra gli stati avanzati, l’istituto italiano della prescrizione inizia dal momento in cui il presunto reato è stato commesso, anziché da quando è stato scoperto, e il limite temporale non è esteso quando un imputato è incriminato o condannato. Nessun altro Paese ha entrambe queste regole.

Un grave rischio per l’area euro: l’immagine dell’Italia all’estero più diffusa sulla stampa

Continuano, come nelle scorse settimane, le interviste a esperti di economia e finanza che dipingono l’immagine dell’Italia all’estero come anello debole dell’eurozona.

Bloomberg parla della proposta di Berlusconi di introdurre una seconda moneta con corso legale in Italia. Se potrà ricandidarsi, porterà avanti un piano in stile Le Pen, ma ancora più rischioso, perché in Italia c’è un’opposizione più diffusa all’euro.
Secondo i giornalisti questo è il motivo per cui molti economisti, come Marco Stringa di Deutsche Bank, considerano l’Italia – e non la Grecia o la Francia – il principale pericolo per la stabilità dell’area euro.

Altri esperti tedeschi concordano con Stringa e contribuiscono a definire l’immagine dell’Italia all’estero principalmente come una fonte di rischio per la sopravvivenza dell’euro.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung intervista Heinz-Werner Rapp, della società di consulenza finanziaria tedesca Feri.
Anche lui è meno preoccupato per le elezioni olandesi e tedesche che per quelle italiane, perché l’insoddisfazione degli italiani per la situazione economica del loro Paese potrebbe portarli a votare per l’uscita dall’euro se ci fosse un referendum.

Die Welt riporta il pensiero di Uwe Fröhlich, presidente dell’associazione delle banche popolari tedesche, il secondo gruppo bancario più grande del Paese:

Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Italia devono finalmente riuscire a modernizzare la loro economia.

Secondo Fröhlich questo è indispensabile per continuare ad accettare la moneta unica.

L’immagine dell’economia italiana all’estero: un esempio di debolezza

Anche al di là delle discussioni sull’euro, l’economia italiana appare come il simbolo della crisi.

Il Financial Times titola “L’impresa britannica sta iniziando a sembrare più italiana”. Si riferisce al fatto che negli ultimi 10 anni la produttività dell’imprese britanniche è aumentata pochissimo.

Les Echos parla invece di un’Italia che

teme di non sapere o potere difendere i suoi gioielli economici dalla rapacità dei vicini.

Con il “decreto anti-razzie” del Ministro Calenda

l’Italia cerca di reagire contro i corsari che vogliono impadronirsi delle sue ricchezze o gli squali che vogliono influenzare le sue leggi, stanca di issare troppo spesso la bandiera bianca.

Les Echos sottolinea però in un altro articolo che il contributo all’Unione europea dell’Italia, nonostante la sua debolezza economica, è fondamentale. L’Italia è il quarto Paese per PIL e contributi alla UE e la seconda potenza manifatturiera europea (dopo la Germania).

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Gli articoli citati
ABC – Paradiso per ricchi
New Work Times – Riforma della giustizia
Bloomberg – Proposta di Berlusconi
Frankfurter Allgemeine Zeitung – Italia rischio per euro
Die Welt – Italia rischio per euro
Financial Times – Produttività inglese e italiana
Les Echos – Decreto anti-razzie
Les Echos – Italia e UE

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