L’immagine dell’Italia sulla stampa straniera di questa settimana: primati europei nel bene e nel male, arrivo di Starbucks, maschilismo e auto come metafore del Paese

analisi dell'immagine dell'Italia sulla stampa estera

Primati italiani

Questa settimana l’immagine dell’Italia sulla stampa straniera contiene due primati positivi, sull’accoglienza dei rifugiati e sul trasporto ferroviario.
El País titola

Un gruppo cattolico italiano accoglie più rifugiati che 15 Paesi della UE

Si riferisce alla Comunità di Sant’Egidio, che insieme alle chiese evangelica e valdese italiane ha firmato un accordo con i ministeri degli Interni e degli Esteri.
Il giornale sottolinea che si tratta del primo programma del genere in Europa. È autofinanziato dalle tre comunità, senza contributi statali. Offre un modo sicuro, legale e controllato di entrare in Europa.
Sicurezza, legalità, controllo: tre termini che non vengono spesso associati all’immagine dell’Italia sulla stampa straniera.

L’altro primato italiano, evidenziato sempre da El País, riguarda la liberalizzazione delle tratte ferroviarie europee di lungo corso.
Secondo il giornale spagnolo c’è stata molta resistenza, soprattutto da parte di Francia, Belgio e Germania perché hanno “operatori pubblici con una certa inefficienza”. L’Italia è invece l’unico europeo caso di concorrenza sull’alta velocità (fra Trenitalia e NTV), che ha permesso un ampliamento del mercato e una riduzione dei prezzi dei biglietti.

Anche in questo caso la contrapposizione a altri Paesi europei considerati inefficienti è un’immagine dell’Italia sulla stampa straniera che si vede di rado.

Starbucks

Anche sull’entrata di Starbucks in Italia la stampa straniera è diversa da quanto ci si potrebbe aspettare leggendo i dibattiti in corso da noi. Lo scontro fra favorevoli e contrari, fra generazioni, la paura della concorrenza, le antiquate abitudini italiane sono quasi assenti.

I giornali stranieri rispecchiano invece le posizioni dell’amministratore delegato di Starbucks, Howard Schulz (probabilmente in parte reali e in parte strategiche per ingraziarsi il pubblico italiano).
Sottolineano infatti che l’idea di Schulz di creare Starbucks è nata 35 anni fa proprio da un suo viaggio a Milano in cui era stato colpito dalle sue caffetterie. L’apertura a Milano rappresenta perciò la realizzazione del suo sogno e l’apice della sua carriera a Starbucks, che si concluderà in aprile. Successivamente Schulz si dedicherà a un nuovo progetto di qualità e eccellenza per Starbucks.

Eccellenza, credibilità e rispetto per la cultura e le tradizioni italiane sono termini molto presenti nelle interviste di Schulz e nei commenti dei giornalisti:

Non stiamo arrivando in Italia per insegnare agli italiani a fare il caffè. Stiamo arrivando in Italia per essere dei servitori rispettosi di ciò che è stata la cultura del caffè e conquistare il rispetto [degli italiani].

Italia anello debole dell’Europa

Come abbiamo già visto nelle rassegne stampa delle scorse settimane, la crisi economica e politica rimane invece il tema più presente nell’immagine dell’Italia sulla stampa straniera.

ABC parla della fragilità della politica italiana, che aumenterà ancora nei prossimi mesi. Essa sarebbe dimostrata da due dati. Il primo è il trasformismo: in questa legislatura i parlamentari che hanno cambiato gruppo sono raddoppiati (396 su 945 deputati e senatori).
Il secondo è il fatto che i parlamentari lavorano in media un giorno e mezzo alla settimana. Non si sa però quale sia la fonte di questo dato (un articolo del Messaggero faceva riferimento a 2 giorni e mezzo).

Secondo gli spagnoli l’instabilità della politica italiana è accresciuta dall’attuale legge elettorale proporzionale, che creerà coalizioni debole e eterogenee, e dalla scissione del PD, che lascia spazio al populismo del Movimento 5 stelle.
Le stesse valutazioni sono condivise da Rupert Harrison, chief macro strategist di BlackRock International intervistato da Bloomberg.

A preoccuparlo è il fatto che l’Italia non ha solo un’economia stagnante, ma un sistema politico che potrebbe essere ribaltato dalla concreta possibilità di vittoria delle forze contrarie allo status quo (Movimento 5 stelle, Lega Nord e altri).
Secondo Harrison, dopo le elezioni francesi in cui non considera possibile una vittoria di Le Pen,

i mercati torneranno a concentrarsi sull’Italia, che rappresenta ancora il rischio maggiore per l’Unione Europea e l’eurozona.

L’immagine dell’Italia sulla stampa straniera come anello debole dell’Europa è ripresa anche da altri giornali.

Les Echos sottolinea come, nonostante i richiami di Bruxelles, il rapporto fra deficit e PIL italiano sia molto lontano da quello inizialmente previsto.

Ancora più grave è la situazione del debito pubblico italiano. Il risanamento è reso difficile dalla scarsa crescita economica e l’Europa non considera credibili i progetti per arginarlo.

Ancora una volta è ripresa la scarsa credibilità dell’Italia di fronte ai suoi interlocutori internazionali, che fa spesso parte dell’immagine dell’Italia sulla stampa straniera, in particolare quella tedesca.

Dietro la bellezza

Anche quando gli articoli non sono a tema politico o economico, ma trattano di settori su cui su cui la reputazione dell’Italia all’estero è più forte, emergono immagini del Paese che vanno oltre l’arte e la bellezza.

È il caso della settimana della moda milanese raccontata sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung. La giornalista descrive le apparizioni e le collezioni con cui molte stiliste hanno comunicato la celebrazione dell’essere donna e il femminismo. Aggiunge poi:

ammesso che il femminismo sia presente in Italia, dove l’immagine della donna è ancora troppo spesso determinata dagli sciovinisti al vertice e l’idea delle ragazze bunga-bunga di Silvio Berlusconi è ancora troppo presente.

Infine la Sueddeutsche Zeitung valuta Stelvio, il nuovo SUV di Alfa Romeo:

Alfa ha un grande nome, una lunga tradizione, un fiuto per le belle forme e l’eterno charme dell’italianità. Quello che Alfa non ha, sono i soldi.

Se a “Alfa” sostituissimo “Italia”, avremmo una frase che rappresenta bene un’immagine diffusa dell’Italia all’estero: forte nei settori soft, debole nei settori hard.

Ecco perché è necessario puntare non su arte e bellezza, che costituiscono già il brand dell’Italia nel mondo, ma sugli aspetti su cui l’immagine dell’Italia è più debole.

Tu su cosa punteresti?

 

Gli articoli citati:

El Pais – Accoglienza rifugiati
El Pais – Concorrenza ferroviaria
ABC – Fragilità politica
Les Echos – Debito pubblico
Bloomberg – Italia rischio per l’eurozona
Washington Post – Starbucks in Italia
Bloomberg – Starbucks in Italia
Frankfurter Allgemeine Zeitung – Settimana della moda
Sueddeutsche Zeitung – Alfa

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