L’Italia ha un’economia solida nonostante le percezioni o è il problema dell’Europa e fa fuggire gli investitori?

Mentre quella di settimana scorsa era solo negativa, la rassegna della stampa estera sull’Italia di questa settimana ci mostra opinioni contrastanti.
Fra quelle sfavorevoli, una cosa è certa: l’immagine della cicala italiana e della formica tedesca è dura a morire. Il contrasto fra caos e ordine sui due versanti delle Alpi rimane una chiave di lettura molto usata.
Questo non vale solo per i giornali tedeschi che parlano della politica e dell’economia italiane, ma persino per quelli spagnoli che parlano di cultura.

 

La stampa estera sull’Italia: un Paese in declino e disonesto?

Gli investitori se ne vanno dal Paese. I debiti pesano. Ora anche l’ultima grande agenzia di rating penalizza il Paese. Presto potrebbe diventare il caso problematico dell’Europa.

Questo è il sottotitolo dell’articolo di Ulrike Sauer per la Sueddeutsche Zeitung, intitolato “In situazione critica”. A corredo dell’articolo una foto della torre di Pisa, descritta come il simbolo di un Paese a cui la stabilità riesce difficile.

Instabilità governativa in Italia: citazione dalla stampa estera
Dall’articolo “In Schieflage”

Secondo la giornalista, infatti, il passaggio di governo da Renzi a Gentiloni con gran parte degli stessi ministri non è stato un buon segno di continuità. Con il referendum sono andati persi la stabilità politica e un programma di riforme che avevano convinto gli investitori a guardare con più calma ai gravi problemi del Paese riguardo la crescita, i debiti e la situazione delle banche.
Nel futuro dell’Italia ci sono solo due opzioni: ingovernabilità in caso di elezioni a breve o immobilità in attesa delle elezioni. La soluzione dei problemi del Paese viene ancora rimandata e le agenzie di rating valutano negativamente.
Intanto in Europa

“la fiducia negli Italiani è scarsa”

Su questo tema prende una posizione ancora più forte Tobias Piller per la Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Italiani irresponsabili, approfittatori dei risultati altrui, traditori degli impegni presi: una carrellata degli stereotipi su cui è stata costruita l’immagine dell’Italia in Germania a partire quanto meno dalle due guerre mondiali.

I politici euroscettici diffondo “leggende assurde.” Quelli che si dicono favorevoli all’Europa vogliono unire i bilanci europei per far appianare quello italiano dai tedeschi. Si rifiutano invece di analizzare le proprie responsabilità, di chiedersi cosa avrebbero dovuto fare in più per rendere il proprio Paese più produttivo, concorrenziale e attrattivo per le aziende straniere. Si rifiutano di parlare dei trattati e degli impegni presi.

Il risultato è preoccupante: l’Italia non produce quasi alcuna crescita e non è un interlocutore credibile per nuovi accordi. Le richieste italiane [all’Europa] si presentano come una variazione alla famosa citazione dal romanzo Il Gattopardo: “tutto deve cambiare in Europa perché tutto resti come prima in Italia.”

 

Cultura italiana, dualismo italo-tedesco e stereotipi trovano spazio anche su El País. Questa settimana la stampa estera sull’Italia ne è più ricca del solito.
L’articolo è dedicato agli Uffizi e al loro nuovo direttore tedesco, Eike Schmidt.
Il tedesco viene presentato come un portatore di ordine e di sviluppo in un contesto di caos, arretratezza, disinteresse e inutile burocrazia.

La sua nomina nel 2015, insieme a quella di altri 19 direttori di musei, è stato un tentativo del governo Renzi di introdurre professionalità e innovazione in un settore che aveva avuto una gestione molto antiquata.
Quando è arrivato il museo non aveva un sito internet, non restaurava i bagni dagli anni Ottanta e ospitava guerre di pali da selfie di fronte alle opere più importanti.
Schmidt è stato anche il primo a preoccuparsi del caos all’entrata degli Uffizi, facendo personalmente un annuncio contro i borseggiatori. La conseguenza? Il comune di Firenze gli ha dato 300 euro di multa per aver diffuso un messaggio in un luogo pubblico senza la dovuta autorizzazione.

La conclusione di El País?

“La rivoluzione di un tedesco discreto sarà messa alla prova nel gran tempio italiano.”

 

La stampa estera sull’Italia: un Paese solido nonostante le percezioni?

Negli stessi giorni si legge di una crescita inaspettata della produzione industriale italiana a dicembre 2016. Bloomberg parla anche di un rinnovato ottimismo dei direttori d’azienda per le prospettive di crescita dell’Italia. Nonostante le cattive notizie sulla disoccupazione, l’indice della fiducia delle imprese è al suo massimo da ottobre 2015.

Dati e impressioni sembrano difficili da distinguere. Il titolo dell’intervista di Bloomberg a Fernando Napolitano, presidente e direttore della Italian Business & Investment Initiative, è “un’economia italiana solida nonostante le percezioni.”
Tuttavia le percezioni rimangono un problema. Gli intervistatori chiedono a Napolitano se in Italia ci siano imprese che sono state ignorate dagli investitori stranieri perché questi hanno letto i titoli dei giornali. La risposta è che l’Italia ha bisogno di maggiore credibilità.
Ancora una volta è sottolineata l’importanza di ciò che scrive la stampa estera sull’Italia per la crescita del Paese.

È d’accordo con questa valutazione lo spagnolo ABC, che parla della situazione dell’amministrazione di Roma come avevano fatto vari giornali stranieri settimana scorsa.
La definisce come una telenovela, che sarebbe comica se non fosse il riflesso di una situazione politica drammatica.

I danni li stanno pagando i romani e anche il Paese per la cattiva immagine che la capitale italiana ha oggi nel mondo.

 

La stampa estera sull’Italia: un Paese forte nei settori soft

Le valutazioni positive della stampa arrivano come sempre dai settori in cui la reputazione dell’Italia è più forte.

In libano si parla dell’arte di vivere all’italiana. Questo è lo slogan scelto dalla Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura dello scorso dicembre per una serie di iniziative di promozione integrata del sistema Paese.
In questo caso sono state organizzate una serie di serate gastronomiche con cuochi e intrattenitori italiani. In futuro sono previsti eventi in ambito artistico.

In Marocco si parla invece dell’Alfa Romeo Giulia, che è stata votata “auto più bella dell’anno” dagli internauti di tutto il mondo. La premiazione è avvenuta al festival internazionale dell’automobile di Chamonix.
Creato evidentemente per dare lustro all’industria automobilistica francese, il festival quest’anno ha rinforzato la reputazione di eccellenza del design italiano.
E se dal design si passa alla solidità e sicurezza di un’auto? Anche quando si parla di auto, così come del Paese in generale, la reputazione dell’Italia è molto positiva nei cosiddetti settori soft, ma molto meno in quelli hard.

Gli articoli citati
Sueddeutsche Zeitung – Italia in crisi
Frankfurter Allgemeine Zeitung – Italiani irresponsabili
El Pais – Ordine agli Uffizi
Bloomberg – Economia forte nonostante percezioni
Bloomberg – Più fiducia sulla crescita dell’Italia
ABC – Immagine dell’Italia danneggiata dall’amministrazione di Roma
L’Orient – Vivere all’italiana in Libano
Le Matin – Alfa Rome Giulia auto più bella dell’anno

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