Cosa scrive la stampa internazionale sul Salone del Mobile 2018: commenti sul Brand Italia da Inghilterra, Francia e Svizzera

Gli articoli della stampa internazionale sul Salone del Mobile nell’ultima settimana hanno approcci molto diversi fra loro, ma invitano tutti a riflettere sulla reputazione internazionale dell’Italia, del passato e del futuro.

salone mobile 2018
foto di Marco Assini, licenza CC BY-SA 2.0

Sul Financial Times appare il commento del critico architettonico Edwin Heathcote, secondo cui il design di Milano deve ricreare lo spirito intellettuale degli anni 60, quando Milano era il “locus del miracolo italiano”.
Heathcote parla dell’unicità dell’ecosistema italiano di design, architettura, educazione e manifattura negli anni Sessanta per la sua capacità di sostenere sia una potente industria globale, sia un contesto intellettuale in grado di criticare quell’industria, rappresentati rispettivamente dal Salone del Mobile e dalla Triennale.

Milan seduced because its blend of intellectual inquiry and sophisticated design made the city unique and kept commerce in check through a critical culture. It is still the capital of design and its design week is the world’s most stylish. But the balance is gone. If it is to stay at the top, it needs to reinvigorate design as a culture capable of asking questions.

Il rafforzamento intellettuale del design che Heathcote raccomanda può ispirarsi a una serie di illustri predecessori che seppero

fare dell’Italia, una volta conosciuta soprattutto per le rovine, la casa dell’utopico stravagante.

Questo commento è particolarmente interessante se pensiamo all’immagine dell’Italia immobile e rivolta al passato che spesso appare sulla stampa internazionale.
La “casa dell’utopia” è un attributo della reputazione internazionale dell’Italia che alcuni settori all’avanguardia nel nostro Paese potrebbero fare proprio.

Il sentimento di slancio e progresso verso il futuro è un tema che ritorna nei commenti della stampa internazionale sul Salone del Mobile. Ne parla anche il Neue Zuercher Zeitung in un pezzo dal titolo Negroni, Espresso, Milano!.
Il quotidiano svizzero però raccomanda di evitare che questo slancio finisca nella disillusione, come avvenne all’inizio degli anni Novanta con lo scandalo di Mani pulite, che rese l’immagine di Milano più associata alle tangenti che allo stile di vita “da bere”.

Anche se il Salone del Mobile esiste da decenni, secondo gli svizzeri non gli era mai stata data tanta importanza come ora per evidenziare le qualità della città, vale a dire per renderlo uno strumento di marketing territoriale, di place branding.

Si è così “inebriati” dagli sviluppi positivi del Salone del Mobile che si parla già di “Milano da bere 4.0”, ma secondo il Neue Zuercher Zeitung, al contrario degli anni Ottanta, bisogna porsi l’obiettivo di una città caratterizzata da “apertura, tolleranza, integrazione, bravura e spirito innovativo.”

L’Agenzia France Presse si concentra solo sul settore del Salone del Mobile dedicato alle cucine, con dati sull’industria italiana e interviste ad alcuni dei principali produttori, nell’articolo Gli italiani, re della cucina e non solo nel piatto.
Secondo la giornalista “un’alleanza fra design, qualità e servizi su misura” permette all’Italia di essere sul podio mondiale degli esportatori di cucine. Peraltro l’Italia è il terzo esportatore mondiale in assoluto, dopo Cina e Germania.

L’industria italiana delle cucine “approfitta pienamente dell’immagine di qualità che la penisola ha saputo mantenere” e spera di poter continuare a beneficiare della “torta che si allarga” dell’export mondiale.
Tuttavia deve confrontarsi con la crisi dei consumi interni, che hanno reso gli investimenti nell’export una necessità, come sottolinea Paolo Zampieri di Zampieri Cucine.

Altro tema su cui riflettere è quello della tecnologia. Per Daniela Archiutti di Veneta Cucine “le cucine italiane non sono solo belle e ben fatte, ma sono anche all’avanguardia a livello tecnologico.”
Con queste parole, secondo France Presse, Archiutti “mette in dubbio la supremazia tecnologica della Germania.”

Ecco un aspetto importante su cui i commenti della stampa internazionale sul Salone de Mobile ci devono far riflettere per il futuro del Made in Italy: la supremazia tecnologica è uno degli attributi principali del Brand Germania ma non del Brand Italia, nonostante l’Italia sia sicuramente all’avanguardia in molti settori.
Cosa possono fare il governo, le imprese e i mezzi di comunicazione per rendere più evidente l’associazione fra Italia e tecnologia d’avanguardia?

Gli articoli citati:
Financial Times
Neue Zuercher Zeitung
France Presse

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