Un tallone d’Achille della reputazione dell’Italia: la corruzione

Citazione dalla stampa straniera sulla corruzione in Italia
Dall’articolo “Pourquoi l’Italie ne parvient pas à endiguer la corruption”

Les Echos ripercorre i 25 anni passati dall’operazione Mani pulite. Si chiede perché l’Italia non riesca a arginare la corruzione, nonostante sia un tema ricorrente sui media italiani “così come le vacanze scolastiche, la festa della mamma o i saldi”.

Secondo il giornalista Olivier Tosseri il fenomeno è

considerato con fanatismo dagli italiani, come un tratto immutabile del carattere nazionale.

Allo stesso tempo, però, è un fenomeno tollerato. La tolleranza è causata anche dalla diffidenza dei cittadini italiani verso uno stato debole, con una burocrazia considerata inefficace e fiscalmente oppressiva.

Il problema della corruzione è affrontato sia dal punto di vista della cultura dell’illegalità, che da quello dei concreti danni economici che ne derivano:

La “cultura dell’illegalità priva [l’Italia] di 120 miliardi di euro all’anno di evasione, che si aggiungono ai 60 miliardi di euro divorati dalla corruzione secondo alcune stime. Se evasione e corruzione fossero state combattute in modo serio e efficace fra il 2002 e il 2014, il PIL oggi sarebbe superiore del 17%. Un’Italia virtuosa come la Germania in questo campo permetterebbe un aumento di 10.607 euro di entrate annuali per ogni cittadino. Senza parlare dei 16 miliardi di investimenti stranieri perduti dal 2006 al 2012 per questo male endemico secondo la Banca mondiale.

Il giornalista aggiunge che sui dati dei costi diretti della corruzione si può discutere, ma non si possono negare i danni indiretti. La corruzione frena la crescita e l’innovazione, falsando la concorrenza e causando la fuga dei cervelli all’estero.

Fra gli indici internazionali che influiscono sulla reputazione dell’Italia è citato l’indice di percezione della corruzione dell’ONG Transparency international. L’Italia è al 60° posto su 176 Paesi, seguita in Europa solo da Grecia e Bulgaria.

L’Italia: un Paese per vecchi

L’Italia è agli ultimi posti, non solo in Europa ma nel mondo, anche per la natalità. Ne parlano questa settimana il New York Times e Les Echos (fornendo dati non sempre concordanti).

Nel 2016 la natalità in Italia ha raggiunto il minimo assoluto dall’unificazione del Paese, compresi gli anni di guerra. Le nascite sono ridotte soprattutto a sud, mentre la provincia autonomia di Bolzano ha valori fra i migliori in Europa.
Le nascite ridotte da decenni e la fuga dei cervelli, che è triplicata negli ultimi 10 anni, rendono i giovani italiani “una specie in via d’estinzione”.

Secondo i francesi, per combattere il fenomeno servirebbe una politica ambiziosa e di lungo termine, come quella adottata da loro. Questa non sembra però essere una priorità per i governi italiani e qui riappare un altro simbolo della reputazione dell’Italia all’estero: l’instabilità governativa.

Con la sua instabilità politica cronica e un elettorato la cui età media è di circa 50 anni, preoccupato soprattutto di preservare il generoso sistema pensionistico, è poco probabile che l’Italia conosca un cambiamento demografico.

Le donne e la reputazione dell’Italia

L’iniziativa della Regione Liguria di vietare l’accesso agli ospedali alle donne velate dà lo spunto al Washington Post per discutere della condizione femminile in Italia:

L’Italia ha un grave problema di violenza domestica. Le Nazioni Unite hanno definito la violenza domestica “la più pervasiva forma di violenza” nel Paese, che riguarda circa un terzo di tutte le ragazze e le donne fra i 16 e i 70 anni.
È un’immagine orripilante della lotta che molte donne italiane devono affrontare.

Il giornale riporta poi i commenti di Emma Bonino e Raffaella Zanardo, autrice del documentario “Il corpo delle donne”. Il 50% delle donne italiane non lavora e per le altre sta aumentando la disparità salariale con gli uomini. Mentre il resto del mondo progredisce verso l’uguaglianza di genere, le donne in Italia sono ferme nel tempo.

Ti è mai capitato di sentire uno straniero parlare di questi argomenti riguardo l’Italia? Cosa diceva? Come hai reagito? Condividilo nei commenti.

Gli articoli citati
Les Echos – corruzione
New York Times – Natalità
Les Echos – Natalità
Washington Post – violenza sulle donne

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