Sessismo, instabilità politico-economica e caso Dijsselbloem: sulla stampa estera prevale il sessismo

Il sessismo nella televisione italiana – e nella cultura del Paese – è l’immagine più presente dell’Italia sui giornali stranieri della settimana appena trascorsa.

Il caso Dijsselbloem, che ha trovato molto spazio sulla nostra stampa, ne ha avuto molto meno su quella estera. Comunque ne parleremo perché dimostra quanto i pregiudizi reciproci fra i Paesi UE sono ancora diffusi e quanto la stampa contribuisce a diffonderli.
Dimostra anche quanto è importante un monitoraggio perenne della stampa straniera. Nation Brand Italia ha iniziato a farlo, ma quello che serve al nostro Paese è un’istituzione ad hoc, che abbia personale e risorse sufficienti per farlo in modo capillare e per agire in base ai dati che ha raccolto.

Il sessismo in Italia sui giornali stranieri

In tutta Europa ha fatto notizia la trasmissione di Rai 1 “Parliamone sabato”. La sua chiusura è stata decisa a seguito di un dibattito sulle presunte caratteristiche delle “donne dell’Est”, che le renderebbero mogli migliori delle italiane.

Tuttavia il modo e la frequenza con cui è stata presentata la notizia dall’Italia sui giornali stranieri varia fra i  Paesi europei.

In Francia Le Figaro e L’Express hanno dato la notizia in modo piuttosto neutro. Al di là di definire come “surreale” la lista dei presunti pregi delle donne dell’Est, hanno riferito i commenti negativi di politici e giornalisti italiani senza aggiungere molto altro.

Fra i più importanti quotidiani britannici la notizia è stata riportata solo da The Telegraph (ma è apparsa anche su BBC.com). Anche in questo caso il giornalista ha riportato i fatti e le reazioni in Italia senza commentare.
È interessante però che fra i commenti dei politici abbia scelto di riportarne solo due: quelli di Laura Boldrini e Mara Carfagna. Mentre la Boldrini è la donna che ricopre la più alta carica dello Stato e è nota per la sua battaglia contro il sessismo in Italia, la Carfagna non è più una figura di primo piano della politica italiana.
La sua opinione conta per il giornalista poiché si tratta “di una ex showgirl televisiva che divenne ministro nel Governo di Silvio Berlusconi, l’ex primo ministro travolto dagli scandali” e “è tuttora membro del suo partito”.

La reputazione dell’Italia sui giornali stranieri come Paese sessista inizia quindi a emergere con il giornalista che si stupisce che una persona vicina a Berlusconi possa scandalizzarsi per un evento del genere.

citazione da un giornale straniero sul sessismo in italia

Il sessismo in Italia non come caso isolato, ma come normalità in un Paese che ha scelto di farsi governare da Berlusconi, è il taglio che danno alla notizia i due importanti giornali tedeschi che la trattano.

Secondo la Sueddeutsche Zeitung, il dibattito in corso su “frivolezze intellettuali, razzismo e sessismo” è nato solo perché la trasmissione è stata trasmessa dalla TV di Stato e non “su un canale privato dell’impero di Silvio Berlusconi, che ha totalmente plasmato il genere [della TV sessista]”.
Il giornalista parla anche esplicitamente di ipocrisia: i politici italiani hanno condannato il programma all’unisono, ma alcuni di loro sono gli stessi che nei talkshow politici contribuiscono ogni giorno a mantenere il livello così basso.

Anche Die Welt parla di un dibattito sul sessismo in Italia come non ce n’erano stati da tempo “nel Paese del Latin Lover”. Cita le critiche da parte “perfino della Parlamentare Mara Carfagna, allieva di Berlusconi”. Nomina anche uno degli ospiti del programma, Fabio Testi, “un donnaiolo e autoproclamato fan di Silvio Berlusconi”.

Il giornalista riconosce però anche i cambiamenti in atto.

È ancora troppo fresco il ricordo degli anni bunga-bunga di Silvio Berlusconi e delle sue reti private, il cui stile fatto di trasmissioni piene di vallette mezze nude, tacchi a spillo e conduttrici imbronciate aveva influenzato la RAI. Da allora la resistenza a un’immagine sessista della donna è aumentata, perché è vista come una causa della violenza contro le donne.

Il giornalista riconosce il merito di un cambio di direzione anche alla presidente della RAI Monica Maggioni, ex inviata di guerra che vuole mostrare una nuova immagine della donna alla TV pubblica.

La stampa estera sul sessismo in Italia: leggi le altre rassegne stampa

Il Paese che ha dedicato più spazio al sessismo nella televisione italiana è la Spagna: la notizia è stata data da El Pais, El Mundo e ABC. I giornali hanno parlato di “tema surreale”, “dibattito vergognoso” e di una lista, quella delle presunte doti delle donne orientali,

che mescola sessismo, razzismo e un aspetto che abbonda nella società italiana: il machismo.

L’Italia sui giornali stranieri: in buona salute nonostante l’instabilità economica

La settimana ha visto anche una buona notizia per l’Italia: il primo posto nella classifica mondiale di Bloomberg sulla salute.

Scopri la posizione dell’Italia nelle altre classifiche internazionali

Tuttavia la notizia ha avuto pochissimo spazio negli altri Paesi d’Europa ed è stata esposta come un’eccezione rispetto alla consueta immagine dell’Italia sui giornali stranieri: un Paese in profonda crisi economica.

Bloomberg stesso ha presentato i risultati della classifica con un’introduzione che non sottolinea certo l’aspetto più positivo.

Nonostante l’Italia sia fra i Paesi più sviluppati, la sua crescita è stagnante da decenni, quasi il 40% dei suoi giovani è disoccupato ed è gravata da uno dei più alti debiti al mondo rispetto alla dimensione dell’economia. Però gli italiani sono in una forma molto migliore di americani, canadesi e inglesi…

L’instabilità economica e politica continua a definire il brand Italia sui giornali stranieri.
Die Welt titola: “In confronto all’Italia, all’improvviso la Russia sembra stabile”.
L’articolo si riferisce all’aumento della fiducia verso la Russia sui mercati finanziari. Al momento un fallimento della Russia è considerato meno probabile di un fallimento dell’Italia.
Il giornale sottolinea che la storia finanziaria dei due Paesi dimostra il contrario. Riconosce però che le aspettative tanto negative dei mercati finanziari verso l’Italia dipendono dalla sua instabilità politica e dalle prossime elezioni, che potrebbero portare “brutte sorprese”.

Il tema delle prossime elezioni italiane come il rischio più grande per l’eurozona è stato molto trattato dalla stampa estera in seguito all’uscita del sondaggio che prevede una vittoria del Movimento Cinque Stelle.
Nei vari Paesi i commenti sono simili a quelli di ABC.

Tre dei quattro grandi partiti sono contro l’euro e si teme che dalle urne esca un Paese ingovernabile. Si prevede che dalle urne esca un parlamento molto frammentato, se si manterrà la legge elettorale proporzionale. In queste condizioni, con instabilità parlamentare, la ingovernabilità dell’Italia costituisce un pericolo per l’Europa.

Il caso Dijsselbloem e gli stereotipi nazionali all’interno della UE

Negli ultimi giorni si è scritto moltissimo sull’argomento, soprattutto in Italia.
Riassunto. In un’intervista del 19 marzo alla Frankfurter Allegemeine Zeitung, il presidente dell’Eurogruppo Jerome Dijsselbloem afferma:

Nella crisi dell’Euro i Paesi del Nord della zona Euro si sono mostrati solidali con i Paesi in crisi. Come socialdemocratico, ritengo che la solidarietà sia molto importante. Ma chi la chiede, ha anche dei doveri. Io non posso spendere tutti i miei soldi in alcool e donne e poi chiedere aiuto a lei. Questo principio vale a livello personale, locale, nazionale ed anche a livello europeo.

La stampa dei Paesi de Sud, soprattutto italiana e spagnola, riporta la frase in modo alterato: Dijsselbloem avrebbe detto che tutti gli europei del sud sono donnaioli e alcolizzati, sarebbe sessista e razzista. Molti politici chiedono le sue dimissioni.

A causa di questa reazione, la notizia viene ripresa anche dai quotidiani di altri Paesi, che riportano i commenti negativi verso la metafora di vari politici europei. In fondo a questo post trovi i link ai vari articoli.

Quello che ci insegna questo evento è:
1) La disinformazione è un problema diffuso: la frase alterata non si è diffusa solo sui social network, ma è stata ripresa anche da quotidiani e telegiornali nazionali. Nation Brand Italia non si occupa di questo tema, ma è stato trattato altrove, ad esempio da Linkiesta.

2) Gli stereotipi nazionali reciproci fra Paesi UE sono ancora troppo diffusi. La reazione eccessiva dei Paesi mediterranei è stata causata anche dalla metafora della cicala e della formica che è spesso presente sulla stampa straniera e nelle parole dei politici di vari Stati UE.
Sono necessarie nuove iniziative per combattere i pregiudizi. Ad esempio si potrebbe portare Nation Brand Italia su scala europea per raccogliere quello che si scrive in ogni Paese UE sugli altri Paesi. Tradurlo, diffonderlo e discuterne pubblicamente, nelle scuole e nei luoghi della politica.

Che ne pensi? Scrivilo nei commenti.

Gli articoli citati:
– Sessismo a “Parliamone di sabato”: Le Figaro, L’Express, The Telegraph, BBC.com, Sueddeutsche Zeitung, Die Welt, El Pais, El Mundo, ABC
– Global Health Index: Bloomberg, 20minutes
– Instabilità economica e politica: Die Welt, ABC
– Caso Dijsselbloem: Liberation, Les Echos, Die Welt, Deutsche Welle English, bbc.com

Vuoi saperne di più? Leggi anche

Questo articolo può interessare a un tuo amico/collega? Condividilo